Scrittura a mano

A cura di Stefania Zolotti

Partecipanti al laboratorio di scrittura a mano mentre scrivono

Scrittura a mano: memorie e voci di Avane

Solo con la precisione dei sentimenti, e delle parole che si scelgono per portarli a galla, impariamo a conoscere chi siamo. Vale per le persone, vale per i luoghi.

Raccontare un paese che rinasce, e che ha ancora sottopelle pezzi di vita destinati a restare, è una responsabilità: per noi ha significato avere cura del passato senza venerarlo, distillare memorie, ascoltare chi può ancora testimoniare, dialogarci, proiettare in avanti per non restare ingabbiati a una storia che si è chiusa. Ha significato selezionare, filtrare, riconoscere.

Abbiamo messo su carta le case, i mestieri, i sentimenti, i rumori, i riti, gli oggetti, le famiglie, le strade, i soprannomi, la scuola, il cinema, le miniere, il lago, il prima e il dopo di una geografia rimasta in silenzio per decenni. Col laboratorio di scrittura a mano abbiamo cercato di tenere insieme tutto, e proprio lo scrivere a mano — senza interferenze tra il corpo e i fogli bianchi, con in mezzo solo la voglia di restituire una nuova identità — ha reso desiderabile il risultato: tornare a vivere come paese e come comunità, dopo essere già morti più volte nella storia.